interventi realizzati dall’associazione

indagini geognostiche

INDAGINI PRELIMINARI NON INVASIVE FINALIZZATE ALLA CARATTERIZZAZIONE DEL DEGRADO DELLA CHIESA ABBAZIA

S. FILIPPO AGIRA

Premessa

L’intervento di conservazione di un edificio storico, qualunque sia il suo valore architettonico e/o artistico, è, in generale, tanto più appropriato, quanto più profonda è la conoscenza della fabbrica, della sua evoluzione dall’origine allo stato odierno, dei materiali, delle tecniche costruttive e delle strutture portanti.

Le esperienze maturate negli ultimi decenni nel campo della conservazione e del recupero dell’edilizia storica mettono in evidenza la necessità di disporre, oltre che della conoscenza visiva, di adeguate tecniche di valutazione delle caratteristiche costruttive e dell’effettivo stato di deterioramento della struttura, prima di adottare qualsiasi tecnica di intervento.

In molti casi gli interventi riguardano edifici lasciati per un lungo periodo in uno stato di abbandono o, comunque senza una effettiva manutenzione e le indagini devono essere innanzitutto in grado di: dare una risposta ad ipotesi già formulate dal progettista, fornire parametri fisici e meccanici da utilizzarsi nel calcolo strutturale e, se necessario, dati di controllo nella struttura nel tempo.

Data la scarsità di risorse finanziarie disponibili, che di solito caratterizza l’intervento su un patrimonio storico diffuso, il programma di indagine ha comportato una scelta oculata delle prove nell’ambito di quelle meno costose. Si tratta, quindi, di un programma di indagine “minimo”, condiviso e sostenuto dal progettista, per indirizzare le scelte progettuali.

1. Introduzione

Nel presente caso di studio vengono sinteticamente descritti i risultati e le metodologie di una campagna di indagini strutturali volte alla conoscenza di alcuni aspetti che hanno prodotto lo stato di ammaloramento della chiesa Abbazia S. Filippo, finalizzati alla redazione di un progetto di recupero e conservazione.

Va fatto necessariamente un accenno alle origini del complesso religioso. la cronaca Eusebiana ci riporta “ che S. Filippo stesso, distrutta l’idolatria, convertì il tempio pagano dedicato a Gereone (Eracle) in chiesa cristiana e abbia scelto in questo luogo la sua sepoltura (cronache di Eusebio- biblioteca comunale Agira).Secondo gli studiosi locali la venuta di S. Filippo ad Agira risale intorno all’ottavo secolo dopo Cristo. Durante il periodo politico dei bizantini si diffonde il cristianesimo in Sicilia e in Agira si sviluppa un importantissimo centro religioso con collegamenti anche a Gerusalemme, le successive invasioni barbariche e arabe non consentono di avere notizie precise sull’edificio e sull’annesso monastero che tanta rilevanza ha avuto in tutta la Sicilia, restano visibili tracce di architettura normanna nei locali adiacenti la navata sinistra. F.M. Provitina riporta ( pag. 135 del volume Agira e i suoi Santi) che nel 1130 vi trova rifugio l’Abate di Gerusalemme (il quale da alla chiesa il titolo di S. Maria Latina ), e dove nel 1195 vi arrivano, con i monaci di Gerusalemme, reliquie già custodite nel monastero della città Santa. La preesistenza di un tempio pagano nell’attuale sito è riferita anche dallo scrittore locale F. M. Provitina che a pag. 123 del volume Agira e i suoi Santi riporta quanto segue: si ritiene che ..le statue marmoree di Ercole, Iolao e Proserpina, si troverebbero affossate sotto il pavimento della chiesa Abbazia.

Attualmente, la chiesa si presenta con tre navate orientate in direzione est- ovest, con una cripta sottostante di modeste dimensioni. La navata centrale e coperta con una sontuosa volta a botte ricca di decorazioni a stucco con finiture in oro zecchino, analoga finitura troviamo nell’abside semicircolare che custodisce un’importante opera scultorea realizzata dal palermitano Nicolò Bagnasco intorno al 1818. il contesto esterno comprende una vasta area verde e un spazio adibito a piazza, entrambi di pertinenza della chiesa. Nell’area a verde esiste una vasta necropoli del periodo classico sicuramente alterata.

Illustrazione 1: stralcio catastale

Illustrazione 2: foto aerea

Testo a

Illustrazione 3: pianta

Condizioni attuali della chiesa:

Nonostante i lavori di restauro e consolidamento effettuati in questi ultimi anni, permangono alcuni problemi strutturali sia per quanto riguarda le arcate della navata centrale che per le murature perimetrali e le colonne.

Le arcate della navata centrale presentano delle evidenti fessurazioni nelle zone mediane, più evidenziate nella parte soprastante la cripta; la muratura della parete d’ingresso principale risulta fessurata sul lato nord e il rivestimento delle colonne, nella maggior parte risulta distaccato dal supporto, con fessure verticali della superficie dello stesso.

2. Indagini diagnostiche conoscitive

Il complesso architettonico, negli ultimi anni, come detto in precedenza, è stato oggetto di lavori di manutenzione straordinaria e di restauro e preceduti da indagini preliminari.

Nel 2006 la parrocchia S. Filippo ha fatto eseguire una scansione radar del terreno di sedime oltre a indagini endoscopiche sulla muratura e a martinetti piatti. I risultati della scansione radar sono sintetitazziti nell’allegata planimetria.

La scansione radar del 2006 non risulta essere molto precisa e restituisce dati non significativi sulla natura del terreno di sedime e sulla presenza di cavità del sottosuolo , ed è tecnologicamente superata.

L’associazione Parrocchiale S. Filippo Onuls, in osservanza delle finalità statutarie, su richiesta del parroco sac. Giuseppe La Giusa, preoccupato della presenza delle vistose lesioni nelle suddette arcate, in collaborazione strettissima con la Soprintendenza ai beni culturali di Enna, in data 29/12/2017 faceva effettuare delle prove con martinetti piatti e doppi sulle semicolonne iniziali della navata centrale, i cui risultati sono riportati nell’allegata relazione del laboratorio Dismat (lab. Per la sperimentazione sulle strutture e sui materiali da costruzione) di Canicattì (Ag). I valori di tensione massima di rottura, risultanti, riferiti al materiale lapideo impiegato nella costruzione, per ciò che riguarda il martinetto doppio, sono di 3,91 N/mmq. Per quanto emerso nell’esame con martinetto piatto singolo si hanno valori massimi di 1,21 N/mmq. I Soprastanti dati, sebbene compatibili per la sicurezza delle due strutture analizzate, non possono essere estesi all’intero colonnato sia per le diverse condizioni di carico che per l’incertezza della presenza di lesioni interne o di alterazione del materiale costituente le suddette strutture verticali. La presenza delle lesioni nelle arcate soprastanti inoltre spinge ad approfondire la conoscenza del terreno di sedime per verificarne la capacità portante.

Per questo motivo l’associazione Parrocchiale S. Filippo Onuls, al fine di tutelare il monumento, ha fatto eseguire delle indagini elettrotomografiche che hanno permesso di acquisire maggiori informazioni nell’area indagata sia per la potenziale presenza di manufatti strutturali, manufatti archeologici e/o cavità, oltre all’andamento latero-verticale dei materiali che costituiscono i sedime indagato. Le risultanze mettono in evidenza che il terreno di sedime è costituito da materiale di riporto, con probabili strutture e/o cavità localizzate dove l’andamento resistivo, è riferibile alla scala cromatica compresa tra il verde fino al rosso. L’interpretazione di questi dati mette in evidenza la correlazione tra i presunti vuoti e/o strutture e le soprastanti lesioni del manufatto architettonico, maggiormente concentrate nella zona soprastante la cripta.

Al fine di effettuare una verifica sulla natura e la consistenza dei vuoti e/o delle strutture o manufatti archeologici sono necessari dei sondaggi diretti localizzati nei punti in cui l’esame elettrotomografico ne ha segnalato la presenza, a tale scopo è stato predisposto un limitato e non invasivo piano di scavi che a conclusione potrà dare un quadro d’insieme del degrado in cui versa l’edificio e lo stesso potrà essere utilizzato per una fase progettuale successiva.

Illustrazione 4: PLANIMETRIA ESAME TOMOGRAFICO

Illustrazione 5: SEZIONI ELETTROTOMOGRAFICHE

Il progetto prevede l’esecuzione di scavo di trincee delle dimensioni di mt. 1X1x1,50, come indicato nell’allegata planimetria;

NORME DI ESECUZIONE DELLE OPERE DI SCAVO

La normativa che sarà attuata nell’esecuzione delle opere di scavo è quella conforme al

DL 42 del 2004 e alle direttive specifiche del competente Direttore Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Enna, secondo le seguenti attività:

  1. Scavo archeologico stratigrafico del deposito archeologico
  2. Recupero e catalogazione di tutti i reperti
  3. Compilazione delle schede US
  4. Documentazione grafica e fotografica e georeferenziazione
  5. Realizzazione della documentazione post scavo comprensiva di: relazione tecnica, indicizzazione US, foto, tavole grafiche.

METODOLOGIA DI SCAVO

  1. Perimetrazione e posa della recinzione dell’area di scavo archeologico;
  1. asportazione della pavimentazione con lama piatta, e rimozione del massetto sottostante fino al raggiungimento piano antropico;
  1. Scavo manuale stratigrafico del deposito archeologico;
  1. Rinterro degli scavi;
  2. costipazione e realizzazione massetto con materiale compatibile;
  3. posizionamento della pavimentazione asportata e sigillatura;

Nella fase 3 dello scavo si utilizzerà attrezzatura leggera (cazzuola, sessola, simili ed eventuale setacciatura del terreno) i reperti eventualmente presenti saranno raccolti, inventariati e conservati mobili in casse standard con apposite etichette.

Si effettuerà il trasferimento di disegni di campo a matita o simili, quali documentazioni di scavo,

planimetrie, sezioni e simili, eseguiti a qualsiasi scala dalla 1:1 alla 1:100, su supporto

informatico vettoriale, in file dwg o simili, comprensivo di una copia a stampa o a plotter.

L’asportazione della pavimentazione nei punti in cui risulta fratturata si effettuerà con la tecnica dello strappo utilizzando colle reversibili e adeguati supporti che consentiranno una puntuale e perfetta ricollocazione. Le lastre pavimentali integre saranno asportate tramite spatole piatte, previa eliminazione della malta di sigillatura con attrezzatura di precisione.

Il Progettista

Arch. Silvio Manno

LAVORI CAPPELLA MADONNA DEL ROSARIO

nel 2018 sono stati realizzati i lavori della cappella della Madonna del Rosario, infiltrazioni idriche provenienti dal tetto e umidità di risalita avevano provocato distacchi di intonaco e danneggiato la volta.

L’intervento ha riportato all’antico splendore questo angolo particolare della chiesa come dimostrano le foto seguenti:

lavori CATEVA